ANCORA ETRURIA!

Questa estate caldissima mi ha prostrato e le pubblicazioni si sono diradate, ma come non raccontare, sempre per sommi capi, l’ultima incursione in terra d’Etruria? Questa volta, in una due giorni,  è toccata a Roselle, Vetulonia e Cosa. Con la consueta formazione ci siamo spinti sulle alture, sul litorale a nord di Grosseto, che un tempo delimitavano il lago Prile che ,prosciugato, oggi ha lasciato una piana sui cui bordi, contrapposti,troviamo Roselle e Vetulonia.

 

Il sito di Roselle sulla “sella” fra due colline contiene resti prevalentemente Romani, ma anche tratti di mura Etruschi che misuriamo a modo nostro.

 

Dopo un  felice tentativo di conoscere la cultura gastronomica locale, arriviamo a Vetulonia, borgo ora poco abitato ma dotato di un vivace museo dove compriamo cappelli a euro1,50 l’uno. 

 

Qui fra morsi per cavalli si vede un elmo che non troviamo  rappresentato nelle miniature. Poi in piena crisi idrica, sosta tecnica  a Grosseto e quindi via a Orbetello dove ceniamo e dormiamo. Il mattino si parte per Cosa, la colonia Romana fondata sulla collina dell’odierna Ansedonia. Raggiungere il sito archeologico, posto sulla sommità, non è facile perchè bisogna districarsi fra stradine fiancheggiate da villette senza alcuna indicazione. Come poi sapremo, i segnali stradali vengono puntualmente fatti scomparire, non è difficile immaginare dove abiti l’autore di tali sparizioni. Il sito archeologico è in un luogo magnifico, dal quale la vista, amplissima, abbraccia il monte Argentario, la laguna di Orbetello e la costa verso sud. 

 

Dall’alto della collina ci spostiamo alla base per vedere la famosa “tagliata” , una strada scavata nella roccia, che permetteva al traffico dell’epoca di non dover risalire la collina. Oggi, pur invasa dell’acqua e circondata da vacanzieri in costume non perde il suo fascino

Giunto il momento di iniziare il ritorno decidiamo di passare da Saturnia, dove ci prendiamo un bagno per nulla refrigerante alle “vasche”, all’uscita Fausto si taglia un piede  e Alberto deve eseguire un intervento con mezzi di fortuna.

E’ l’ultimo brivido, poi il ritorno.

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