ORVIETO

Ennesimo viaggio nelle terre degli Etruschi, stavolta Orvieto, l’antica Velzna, in latino Volsinii. Formazione solita, io, Aberto, Fausto. Partecipante non invitato, ma ovunque presente, Caronte , come hanno chiamato quest’ondata di caldo Africano. Partenza il sabato mattino di buon’ora e arrivo subito alla Necropoli del Crocefisso ai piedi della rupe tufacea sulla quale è costruita la città storica. Sono le dieci e il sole da’ già mazzate, per fortuna nell’area della necropoli ci sono alberi da frutta carichi. Saccheggiati.

Il percorso di visita si sposta poi alla soprastante città ed alla parte sotterranea, di cui apprezziamo la frescura.

Buon pranzo con tanti liquidi, quindi visita al Museo Archeologico ed al Museo Faina, con reperti interessanti ed una vista privlegiata sul Duomo. Che forza! L’Italia che in confronto ad altre realtà Europee ha poche chiese gotiche, possiede quella con la più bella facciata, segno non casuale di una passata, purtroppo,supremazia generale del gusto.

 

Fra le due visite, segni di cedimento per l’alta temperatura. Quindi visita al Tempio del Belvedere,al vicino Pozzo di San Patrizio, qui il fresco ci ritempra e partiamo verso Civita di Bagnoregio dove pernottiamo, sentendoci fuori dal mondo.

Il mattino una batteria scarica ci costringe ad un ritardo e la programmata Messa cantata all’Abbazia di Sant’Antimo salta, allora saliamo alla torre di Radicofani da cui si vede un paesaggio sterminato con una temperatura moderata, quindi io ed Alberto andiamo a gustarci un buon pranzo a Montalcino, Fausto, che ha dei peccati di gola da scontare, punta già su Sant’Antimo. Il caldo è torrido, la Val d’Orcia, arroventata, sembra piegarsi come ferro incandescente, la vista di contadini che trebbiano è surreale. Ci ricongiungiamo all’Abbazia di Sant’Antimo quasi a cercare protezione da Caronte. La strada come colata di magma appena rappresa in superficie, sembra dover cedere da un momento all’altro sotto le ruote della moto per farci sprofondare in mezzo alla fluida roccia incandescente giallo rossa. Le gambe sembrano fasciate dalle fiamme e bisogna tenere abbassata la visiera perchè l’aria così surriscaldata non da’ sollievo ma tormento al volto. Nonostante questo riesco a rallegrarmi per qualcosa. Ho uno scooter il cui motore non aggiunge altro caldo. Ad Ascian0 ci fermiamo a chiedere informazioni e fotografo una bella fontana nella quale grazie a certi programmini ho fatto fare un  bagno refrigerante ai miei amici.

Non male vero? E il particolare degli occhiali? Poi a casa a vedere la Nazionale maltrattata dalla Spagna.

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