ETRUSCAN NIGHT – NOTTE ETRUSCA

In occasione del Solstizio d’estate a Marzabotto hanno organizzato una nottata non stop, fino all’alba sugli Etruschi. Potevamo mancare noi??? Ovvia la risposta ASSOLUTAMENTE NO!!  Così siamo andati nella solita formazione, Alberto, Fausto, io. Arriviamo sul luogo subito dopo uno scroscio di pioggia  e con un piccolo ritardo inizia l’esplorazione del sito archeologico avente come guida la brillante Direttrice del Museo di Marzabotto, allietata dalla presenza di qualche intraprendente in costume storico .

Poi cena nel paese dove è stata chiusa una strada e allestita una gran tavolata.

Non passiamo inosservati perchè mettiamo le maglie che Fausto ha fatto stampare dall’amico Benizzi di Predappio.

E’ però per la nostra curiosità e, diciamolo, grande disponibilità che rapidamente fraternizziamo con i componenti della nostra tavolata, aiutati dai questionari sugli Etruschi (gara fra tavolate) e dal buon vino. Si distingue soprattutti, una procace signora Bolognese con il volto segnato dalle tante battaglie amorose combattute, alle quali non sembrava aver partecipato il corpo, invero molto giovanile, che sarà per tutta la serata causa di grande ilarità. Scippati meschinamente della vittoria sui questionari, per premiare un gruppo di Toscani, a causa di un meritato complesso di inferiorità culturale della giuria, ci prendiamo il primato, più ambito, del consumo di vino. Quindi visita al museo, con esposizione storica della Direttrice, alternata a  sceneben fatte con personaggi in costume poi, in piena notte, conferenza sulla guerra al tempo degli Etruschi, … aa noi!!! Durante la conferenza la signora Bolognese da’ il meglio di sè stessa, dimostrando a chi ancora non ci credesse, che Bacco sa infondere genialità a chiunque lo onori e mi vedo costretto ad allontanarmi, per non disturbare, a causa di risa irrefrenabili, condite da lacrime e indolenzimento della mascella. Alla fine della conferenza, fra la nostra costernazione, la signora con il suo invisibile accompagnatore, se ne va. Sono passate  da un po’ le due del mattino e, provati dalle risate e dal bere, come tre opliti ci avvolgiamo nei mantelli (coperte)  stendendoci sotto il portico del museo che, poco dopo, pare vibrare per le possenti russate. Ci svegliamo dopo due ore, la presentazione e degustazione della birra è già avvenuta, il buffet sta volgendo al termine, il Direttore del Museo di Monterenzio ha già iniziato la sua ricca e dotta dissertazione sulla simbologia alla base della fondazione delle città Etrusche che ci accompagnerà fino all’alba, sul sito archeologico. Ci guardiamo. Il gruppo fortemente ridotto ma ancora consistente che apetta, sembra composto da profughi, teste infossate, facce disfatte, coperte gettate addosso, ma l’ambiente è fascinoso, con la bruma mattutina, l’erba imperlata di rugiada, il risveglio degli animali.

Tuttavia l’asincronia fra il suono della cornamusa del dott. Malaguti e il sole che sembra non volerne sapere di levarsi con quel baccano, provoca ancora la nostra ilarità.  E’ finita, è stato interessante e ci siamo proprio divertiti.

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