A DARK FIGURE – UN PERSONAGGIO DARK

Il Barone Roman Ungern von Sternberg è dipinto come tale da alcuni. Crudele, violento, paranoico,  nemico degli Ebrei, portatore di svastica, in una parola “pazzo”o “sanguinario”,come lo definisce nel suo libro, pieno di congetture e di pochi fatti, James Palmer . Sono rimasto stupito quando ho saputo che ben altra immagine hanno di lui i Mongoli, che lo considerano fra i padri fondatori della nazione, amato dai Tibetani, dotato di poteri sensoriali,in passato venerato anche come semidio. Troppa differenza così ho deciso di saperne di più. Hugo Pratt ne fa uno schizzo fra i due, più vicino ai primi che non ai secondi.E’ una figura controversa per persone che si muovono per comuni luoghi politici, odiato dai sinistrorsi, amato dai destrorsi. Famiglia della nobiltà Tedesca Baltica, mediocre studente, monarchico, fedele, antibolscevico, infaticabile, straordinario combattente, severo nella disciplina, amante della Mongolia,della sua cultura, della sua religione Buddista, fatalista, sensitivo, privo di una visione prospettica del futuro. Sanguinario, soprattutto perchè ha tollerato un sottoposto che amministra la giustizia in modo crudele, per una lettura astorica, ma basta leggere Babel nell'”Armata a cavallo” , nei “Racconti di Odessa” , o Hopkirk in “Setting the east ablaze”, che l’aggettivo diventa comune nel periodo. Nemico degli Ebrei, anche questo sentimento è molto diffuso nella Russia dell’epoca. Un uomo certamente particolare, a mio avviso però  figlio del suo tempo, una di quelle persone come si trovano all’inizio del secolo che vivono una vita che non vuole proporsi imitabile, connaturata da un forte estetismo, dominata dalla forza di volontà,  incurante delle conseguenze. Alla D’Annunzio, con più stoicismo, ma un pò meno cosciente.

Per chi vuole approfondire: Ferdinand A. Ossendowski “Bestie, Uomini e Dei”, Jean Mabire “Il dio della guerra”, James Palmer “The bloody white baron”, Franco Cardini ” Imperi delle steppe”, Ugo Pratt ” Corte sconta detta arcana”,un articolo elegiaco di Pio Filippani Ronconi. 

 Modellisticamente parlando esiste una sola figura in 28mm quella realizzata da Copplestone nella versione a piedi e montata, basata sul vestiario da lui portato in Siberia, è molto caricaturale. Di qui la decisione di riprodurlo con l’abito tradizionale Mongolo delle fotografie e il cappotto dell’immagine affascinante di Ugo Pratt, utilizzando un cavallo già fatto e modificando radicalmente un pezzo Copplestone.

Copplestone pieces  –   I figurini di Copplestone

Reality  – La realtà

Pratt version  –  La versione di Pratt

My piece.  –  Il mio pezzo.

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