PHALANX – LA FALANGE

Iniziano qui le foto della falange oplitica armata di oplon. Uno dei problemi che mi sono posto è stato quello dei simboli sugli scudi. Bellissimi i trasferibili della LBMS , che ho usato,ma quasi tutti di origine Greca. Volevo qualcosa di più Etrusco. Ragionando sulle tipologie di simboli che i soldati Etruschi potevano avere adottato, ho ristretto il campo a tre. L’iconografia doveva comprendere :

  1. simboli o motivi decorativi che l’oplita, o l’artigiano che dipingeva lo scudo, vedeva spesso, come adornamenti di edifici, o meglio, raffigurazioni sui vasi, validi per qualsiasi Etrusco (i.e. simboli e motivi in gran parte di origine  Greca);
  2. simboli che appartenevano all’immaginario collettivo, validi per qualsiasi cittadino Etrusco (i.e. il grifone);
  3. simboli che derivavano dalla tradizione del luogo, che potevano perciò caratterizzare gli armati provenienti da quella città ( i.e. il cinghiale per i Tarquiniesi).

La ricerca doveva quindi incentrarsi soprattutto sulla seconda e terza tiplogia , facendo attenzione alla prima solo per i motivi decorativi vascolari. Ho cominciato allora una ricerca tramite libri, web e musei che è stata lunga. Ho dovuto rivedere il progetto originario di selezionare i simboli a seconda dell’epoca, perchè  mi sono accorto  presto che ne avrei ottenuti pochi. I testi sono stati avari, a parte rare foto ( i.e. gli scudi della tomba Gilioli), poichè da Pallottino in avanti gli storici impregnati del clima culturale Italiano degli anni del dopoguerra, hanno sempre snobbato l’aspetto militare, non riuscendo mai a superare una remora moralista, inopportuna, quando si parla di storia, alla fine fuorviante, visto l’importanza che rivestiva nell’antichità. Meglio è andata con l’ispezione nei musei e  la ricerca sul web, anche se per ciò che riguarda il punto tre mi sono dovuto affidare a delle tesi sostenute debolmente, che attribuiscono un preciso simbolo, zoomorfo in genere, ad ogni città della dodecapoli Etrusca.  Il simbolo che identifica Tarquinia sarebbe il cinghiale, quello che identifica Vulci, la fenice. Gli elmi colorati seguono la moda Greca più recente. I pezzi sono tutti Aventine, diversi sono modificati.

Here start the phalanx’s photoes. The shield’s blazon is a problem, not solved using the very beautiful LBMS transfers, all with Greek devices. I want also something more Etruscan. Thinking about probable Etruscan shields, the blazons must be of three types:

  1. something that the painter could  often see in public buildings or, better, on painted vases,useful to every Etruscan   (for instance Greek devices and ornaments);
  2. figures being proper to collective imagination, useful to every Etruscan (for instance griffin);
  3. figures belonging to the place traditions, useful only to that town’s soldiers (for instance wild boar for Tarquinia).

My long research is carried out in books, web and museums. I have taken all I found, not only devices belonging to IV century BC, because they would be too few. Web and Museums are more rich, books lesser, because Italian historians ( Pallottino and the others ) undervalue military angles. About point three, I have married a not strong supported opinion giving a zoomorphic device to every Etruscan dodecapoli town, wild boar for Tarquinia, Sphinx for Vulci. Some helmets are painted following Greek fashion. All are Aventine pieces, some modified. 

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